Copricerchi di plastica: sembrano economici?

«Plastica? Non fa un po' economico?» È la domanda che gli acquirenti si fanno in silenzio. Merita una risposta onesta, limiti compresi.

Cosa montano davvero le auto

Tre materiali si dividono la storia del copricerchio.

L'acciaio cromato ha equipaggiato le auto fino agli anni Settanta: pesante, caro, e arrugginiva dal bordo appena il cromo si scalfiva.

Il polipropilene rinforzato lo ha sostituito su molti allestimenti d'ingresso. Flessibile, economico e resistente agli urti: è la materia che usiamo su Rim Crew.

L'ABS è ciò che monta oggi quasi ogni copricerchio di serie, marchi premium inclusi. Tiene la forma, sopporta gli sbalzi termici e accetta la stampa.

Perché ha vinto la plastica

Non è una lesina, è una scelta tecnica.

Si piega invece di rompersi. Un copricerchio in acciaio che tocca un marciapiede resta deformato per sempre. L'ABS incassa e spesso riprende la forma.

Non arrugginisce. Decisivo su un pezzo esposto al sale per tutta la stagione fredda.

Si sostituisce al prezzo di un pieno. È l'argomento vero: un pezzo d'usura deve costare quanto costa un pezzo d'usura.

Come invecchia, senza abbellire

I raggi UV lo spengono. Un nero profondo vira all'antracite dopo due o tre anni di sole. È graduale, sulla propria auto non si vede — finché non se ne mette uno nuovo accanto.

Il sale attacca le graffe prima della faccia. Cedono per prime loro, non il disco. Sbiancano, si irrigidiscono, poi si spezzano.

L'idropulitrice è il nemico vero. A bruciapelo stacca la stampa e forza le graffe. A trenta centimetri non crea alcun problema.

Cosa si può stampare e cosa dura

Su un ABS ben preparato, la stampa UV polimerizza nella superficie invece di restare sopra. In pratica: non si sfoglia e non va via col lavaggio.

Regge meglio: i campi pieni e i contrasti netti. Invecchia peggio: le sfumature molto chiare e i dettagli sotto il millimetro, che la distanza cancella comunque.

Un riferimento utile: il tuo copricerchio sarà visto da tre metri, in movimento, su un disco di trentacinque centimetri. Un motivo leggibile a quella distanza batte un motivo soltanto ricco.

Allora: economico o no?

Un copricerchio di plastica che imita goffamente un cerchio in lega, sì — perché fallisce in ciò che imita. Un copricerchio che accetta di essere una superficie decorativa e porta un motivo deciso, no: nessuno si chiede di che materiale sia una ruota che trova bella.

Il riflesso sbagliato è spacciare plastica per alluminio. Quello giusto è fare ciò che l'alluminio non sa fare: cambiare faccia.

Da leggere: la guida completa · copricerchi o cerchi in lega · pulirli senza graffiare · trovare la misura.

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